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Audizioni leggere in aula a Mestre al processo BPVi che celano verità pesanti

In queste ore nell’aula bunker a Mestre al processo di Popolare di Vicenza sta passando buona parte della dirigenza responsabile di quello che è la messa in liquidazione e il fallimento della banca e l’azzeramento dei risparmi di migliaia di famiglie. Passerella di interrogatori che però, per quanto ci riguarda, non sta portando ad alcun dato significativo perché sta andando un po’ all’acqua di rose. La verità è che noi sono quattro anni che stiamo battagliando per riavere i nostri soldi, riavere i nostri diritti e capire che cosa è successo, battaglia che è continuata anche ieri quando siamo stati alla S.G.A. per definire alcune situazioni difficili e che riguardano il territorio e i crediti riscontrati con la banca e che adesso sono in gestione appunto alla S.G.A. e che stanno soffocando imprese e territorio. A questo punto di auguriamo che il processo vada a un ritmo più deciso e che si chiuda in tempi ragionevoli anche perché non vogliamo nemmeno prendere in considerazione l’idea di un possibile nulla di fatto. Questo penso sia inaccettabile per noi, per quello che ci è successo e per la storia di questo territorio. Quindi ci auguriamo veramente che il processo adesso vada avanti a spron battuto, a ritmi serrati e che si arrivi quanto prima a una conclusione degna di questo nome.


Domani, 22/5 incontro a Milano

Domani una delegazione della nostra associazione sarà ricevuta a Milano alla sede della società S.G.A. che gestisce parte del capitale e dei crediti nonché rapporti con i risparmiatori delle ex Popolari Venete per parlare di alcuni aspetti critici nella gestione dei crediti-debiti con la stessa…

Un’altro tassello per l’associazione più numerosa d’Italia a tutela dei risparmiatori delle famiglie delle imprese del territorio, nel segno della concretezza che ci contraddistingue.


La sintonia dei due Vice-Premier Salvini e Di Maio sui risparmiatori

Abbiamo incontrato questa mattina in provincia di Vicenza il Ministro Di Maio per parlare di risparmiatori e dei Decreti che ci riguardano sottoponendo a lui, così come al Ministro Salvini gli scorsi giorni a Vicenza, alcune criticità presenti. Entrambi i Vice-Premier si sono dimostrati sensibili alle criticità esposte e disponibili ad approfondire le possibilità di miglioria. Proprio oggi, infatti, il Ministro Di Maio ci ha rimandato a un ulteriore incontro per approfondire queste ed altre criticità tecniche da tenersi subito dopo le elezioni. Il tetto dei 100mila resta ancora lo scoglio da aggirare in attesa dell’OK dell’Europa ma anche limature si rendono per noi necessarie al fine di portare la visione di chi vive il territorio in alcuni aspetti tecnici per non lasciare indietro nessun risparmiatore.


A tutti i nostri associati costituti parte civile

A tutti i nostri associati costituiti parte civile. Aggiornamenti sul processo penale di Banca popolare di vicenza a Zonin e altri sulla base dell’ordinanza del Collegio penale del 21/03/2019, specifico che le parti civili costituite:

– sono state ammesse tutte, indistintamente, a prescindere dal momento di acquisto delle azioni, per il reato di aggiotaggio;

– sono state tutte escluse per il reato di ostacolo alla vigilanza;

– per il reato di falso in prospetto sono state ammesse solo le parti civili che avevano sottoscritto gli aumenti di capitale 2013 e 2014.

Noi continuiamo a lottare e informare… Voi se volete condividete per aiutarci…


Primo Decreto Attuativo… Primo passo

Recepiamo e leggiamo in queste ore il Decreto Attuativo sulle modalità di accesso per quanto riguarda il F.I.R., Fondo Indennizzo Risparmiatori.

Notiamo con favore che le limature che abbiamo chiesto nel secondo incontro avuto a Palazzo Chigi da noi e dal Coordinamento don Torta a Roma lo scorso 19 aprile, sono state in parte inserite.

Tra queste, importante l’apertura ai vecchi soci che c’è all’interno del Decreto mediante il riconoscimento del danno nelle tipizzazioni rispetto la concentrazione azionaria investita oltre il 50% e le false comunicazioni, apertura che va al di là del puro misselling che era stato approvato, ad occhi chiusi, dalle 17 associazioni in prima battuta nel primo incontro dell’8/4 sempre a Palazzo Chigi.

Inoltre avevamo chiesto che le tipizzazioni non fossero esclusive e vincolanti e così risulta dal Decreto Attuativo.

Tutto questo permetterà a molti risparmiatori storici e non ad arrivare di ricevere il 30% che il Fondo mette a disposizione.

L’unica nota che ci lascia ancora con il fiato sospeso sta nel fatto che il tetto per il forfettario rimane fermo ai 100.000€, probabilmente in attesa di risposta dell’Europa per l’innalzamento a 200.000€, risposta che speriamo arrivi nei prossimi giorni così da avere una operatività più completa del fondo rispetto ai risparmiatori delle Banche Venete.


La coerenza non è di tutti né per tutti.. Soprattutto di certi giornalisti

Ieri sera un servizio di Report ha parlato del mondo di mezzo tra servizi segreti pregiudicati e Banca Nuova controllata da Popolare di Vicenza presieduta e gestita da Gianni Zonin.

http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Codice-Montante-d231af95-26a0-4dfe-a439-cfd2b29742a7.html

In questo sistema così descritto era chiaro che la Popolare di Vicenza era servita da supporto finanziario per certi collegamenti e acquisizioni discusse fatte alle spalle e con i soldi dei risparmiatori.

Nello stesso giorno esce un articolo del corriere a firma Milena Gabbanelli

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/crac-banche-stato-rimborsi-speculatori-truffati/8a63c626-69cb-11e9-9fa7-3789e57c1b85-va.shtml

dove l’ex madrina di Report bastona il Governo giallo verde nella scelta di rimborsare i possibili speculatori delle banche compresi quelli di Popolare di Vicenza….

Ma come è possibile che in un servizio siamo vittime e in un articolo della stessa linea di inchieste siamo invece speculatori carnefici ??

Delle due cose l’una… e noi risparmiatori sappiamo bene quale….

Chiediamo ai giornalisti maggiore coerenza e coraggio… e alla Gabbanelli maggiore attenzione, magari seguendo qualche puntata di Report in più…


Per fortuna la Vestager è più intelligente della Gabanelli

Riportiamo qui sotto un estratto da un articolo dal Corriere della Sera della sempre puntuale Milena Gabanelli alla quale però facciamo un richiamo, non solo formale, ma di fatto.

In realtà ci sarebbe molto da dire lungo tutto l’articolo, ma tralasciamo le lungaggini a un faccia a faccia che magari la stessa Gabanelli ci concederà. Ci vogliamo solo concentrare sulle ultime righe evidenziate in giallo che sono l’ennesimo affronto classista verso chi guarda i problemi degli Italiani, lavoratori e risparmiatori, dall’alto di un ruolo dove non si sa se prevalga la cecità o l’opportunismo della notizia.

Riteniamo infatti, al contrario della Gabanelli, che non sia né il reddito né tantomeno la quantità di soldi posseduti a fare la cultura o la buona fede di un risparmiatore. Molte sono infatti le persone che si trovano a gestire, nel nostro territorio, i risparmi dell’intera famiglia o i proventi della piccola impresa artigiana che hanno gestito per decenni e che possono raggiungere, quindi, anche cifre considerevoli e ricordiamo a tutti che l’Italia e il Veneto in particolare, sono famosi in Europa per la capacità di risparmio e la parsimonia.

E’ esattamente questo uno dei punti che abbiamo toccato nell’incontro del 24/04 con la Commissaria Vestager che si è dimostrata sensibile e disponibile al confronto. Abbiamo formalizzato in quella sede il nostro dissenso a una Legge classista dove appunto “la stupidità” si misura sulla base dello stipendio.

La stessa Commissaria ci ha invece spiegato di aver voluto dei parametri indicativi, ma non per questo rigidi, per una norma veloce e certa che risarcisca i danni causati dalla vendita indiscriminata e incontrollata dei titoli delle due Banche Venete nel territorio. Noi, per quanto sopra, le abbiamo chiesto flessibilità nei criteri di accesso imposti.

Ricordiamo alla dr.ssa Gabanelli (e a tutti i media dormienti) che 4,8 miliardi € sono stati dati a Banca Intesa dallo scorso Governo senza che nessuno si stracciasse le vesti così come ora accade per una norma che va a dare un sollievo a un territorio e a delle famiglie devastate. C’è il rischio di rimborsare gli speculatori, asserisce la Gabanelli. Rispondiamo, come lei stessa dichiara, che siamo stati vittime di violazioni massive, frutto di un sistema cieco o colluso che non distingueva di certo in base al reddito che avevamo e che ha impoverito più o meno tutti.

Noi non vogliamo correre il rischio di escludere chi ha diritto a vedersi ristorato di un DANNO MASSIVO SUBITO. Questa è la nostra priorità. Noi non vogliamo lasciare indietro nessuno e non vogliamo, di certo, nè l’abbiamo mai chiesta, la carità sociale.

Ci aspettiamo un incontro e una riflessione con la dottoressa sulle argomentazioni appena esposte poiché non possiamo pensare che un ragionamento classista dove tutti i giocatori di serie A, che guadagnano milioni, siano dei geni e che i ricercatori a contratto precario dei poveri inetti.

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/crac-banche-stato-rimborsi-speculatori-truffati/8a63c626-69cb-11e9-9fa7-3789e57c1b85-va.shtml


Domani convocati a Palazzo Chigi

Confermiamo, dopo i contatti di questi giorni con Organi Istituzionali, che siamo stati convocati per domani a Palazzo Ghigi.
I rappresentanti dei Risparmiatori delle Assocaizioni “noi che credevamo…” e “Coordinamento don torta”.


Comunicato

Confermiamo i contatti con funzionari di Palazzo Chigi come nota Ministro Di Maio, ma nulla di più. Nessun accordo né discussione su dettagli o limature…
Restiamo disponibili al confronto qualora vi fosse la volontà di renderci partecipi.


E’ arrivato l’oste, facciamo i conti

Le associazioni filo-europee ci chiedono in questi giorni di giustificare il nostro NO al Premier Conte dandoci la colpa di presunti 750 milioni spariti dal fondo per risparmiatori.
Innanzitutto invitiamo a leggere meglio i documenti del DEF nei quali il miliardo e mezzo non è stato dimezzato, ma semplicemente diluito in più anni, diluito dall’ignoranza di chi accusa noi senza sapere… diluito dai continui SI di quelle associazioni di pavidi che hanno sempre dato il loro assenso a tutto e tutti.
Ricordiamo a queste associazioni che NOI siamo stati quelli che hanno detto di NO alle imposizioni di Zonin, al piano industriale di Iorio, alla S.P.A., ai bilanci di Viola e al “libro dei sogni” del fondo Atlante. NOI abbiamo detto dei NO giustificati dai fatti e dalla storia. Se NOI siamo nella situazione odierna con le Banche Venete è dovuto ai SI incondizionati di queste associazioni che hanno sempre detto SI a Zonin, alla S.P.A., ai bilanci e al miserevole fondo Baretta.

Noi più di chiunque altro avremmo diritto ad essere risarciti per i nostri NO costruttivi e alternativi che avrebbero salvato NOI, la nostra Banca la nostra gente la nostra storia.

Oggi se c’è una norma che parla solo di un 30% e solo per alcuni soggetti, ciò è dovuto a chi ha incominciato una lotta senza armi né motivazioni dicendo SI sempre e senza mai giustificarli.
Ognuno si assumerà le proprie colpe di fronte alla storia e molte sono già evidenti a tutti.

La diluizione del miliardo e mezzo in così tanti anni è dovuto alla struttura della norma che loro lunedì 7/4/2019 hanno approvato a Palazzo Chigi che prevede arbitrati e tanti altri paletti, quella stessa norma che loro non hanno letto, ma hanno approvato a occhi chiusi e che NOI ci siamo semplicemente rifiutati di avvallare.

NOI non abbiamo chiesto l’impossibile, chiediamo solo chiarezza. Perché la norma sia ferma oggi dopo i loro 15 SI, 2 ASTENUTI e 2 CONTRARI, non lo chiedano a NOI, ma lo chiedano a questi pusillanime.

Ringraziamo invece le migliaia di piccoli azionisti che continuano a chiamarci e a darci solidarietà.