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Domani incontro con il Governatore Zaia

Dopo aver incontrato i nuovi Sindaci di Vicenza e Treviso, le associazioni più rappresentative dei risparmiatori delle Banche Venete (Associazione Nazionale Azionisti BPVI, Coordinamento don Torta, Azionisti Associati Banca Popolare di Vicenza, Azionisti Banche Venete, Associazione Soci Banche Popolari, Adusbef, Movimento Difesa del Cittadino – Veneto, Noi che credevamo…) incontreranno domani, 18/9/2018, a Venezia il Presidente Zaia per parlare dei risparmiatori stessi, della grave situazione che li riguarda e dei colloqui con il Governo per una misura di risarcimento che riguardi tutti.


FASE 1: quello che NON dovete sapere…

Con la trasparenza che ci contraddistingue e la necessità di sentire sempre tutte le versioni per arrivare a una verità a 360 gradi… Vi proponiamo un vero articolo d’inchiesta e approfondimento sul mondo associativo italiano del quale vi alleghiamo elenco ufficiale di seguito… Questi non sono pettegolezzi da massaia frustrata o da giornalai inventati in cerca di fama… Tutti documenti istituzionali e articoli pubblicati in giornali nazionali…

Seguiteci che a breve seguirà l’articolo promesso dal quale potrete trarre un’idea sui conflitti esistenti tra le associazioni istituzionali e invece quelle di risparmiatori vere!

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/decreto-conferma-iscrizione-15-novembre-2017-acc.pdf


Oggi incontro in Comune a Vicenza

Oggi cordiale incontro delle Associazioni più rappresentative di risparmiatori delle Banche Venete in Comune a Vicenza con il Sindaco Rucco e il Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti. Presenti: Associazione Nazionale Azionisti BPVI, Comitato don Torta, Associazione Soci Banche Popolari, Associazione “Noi che credevamo …”.

Nell’incontro le Associazioni hanno presentato gli evidenti limiti normativi del “fondo Baretta” e la poca aderenza con i profili dei risparmiatori delle Banche Venete.

Il Sindaco ha promesso che parlerà con i rappresentanti del Governo che incontrerà nei prossimi giorni a Roma di queste carenze normative e del fatto che le Associazioni sopra riportate puntano a una nuova norma che riguardi una platea molto più ampia, il 100% dei risparmiatori coinvolti nelle vicende delle Banche Venete, e della necessità di una norma che riguardi anche le aziende e le partite IVA incappate in questo disastro economico.


Scavalcati: li piangono tutti ma non li rimborsa nessuno

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Riscontriamo nuovamente in maniera positiva che quotidiani nazionali riprendano a parlare dei risparmiatori delle Banche Venete.
In particolare, in queste ultime ore come già in passato, si è affrontato il problema degli “scavalcati” … cioè i risparmiatori  che avevano chiesto di vendere le loro azioni prima del crack delle banche e che si erano visti negare la vendita a vantaggio pochi fortunati… 8 mila secondo alcune stime sarebbero le vittime di questo atteggiamento scorretto che nasconde un sistema fraudolento di gestione degli Istituti Veneti ad oggi al vaglio delle Procure.

Ebbene queste vittime sacrificali che tanto hanno fatto e fanno parlare molti di ingiustizia… da Iorio ex a.d. di Popolare di Vicenza… a illustri membri del passato regime a giornali e giornalisti a membri nei vertici delle varie associazioni…  questi RISPARMIATORI “scavalcati” ad esempio non rientrano nelle fattispecie RICONOSCIUTE nel famigerato fondo di ristoro salva risparmio aggiusta nefandezze che passa sotto il nome di fondo Baretta voluto e sponsorizzato dal passato governo e dall’Europa e oggi sbandierato da qualche associazione come panacea di tutti i mali.

Questo è uno dei tanti motivi per cui noi dell’associazione “Noi che credevamo…” siamo stati e restiamo fermamente contrari al fondo BARETTA.

E per questo motivo abbiamo chiesto a questo Governo una nuova Legge più equa.

Gli altri si riempiono la bocca e riempiono i talkshow… Noi diciamo cose scomode, guardiamo i fatti e riempiamo piazze sale e municipi.


Lettera all’avv. Franco Conte

Questa la lettera che abbiamo inviato oggi all’avv. Franco Conte, presidente regionale di Codacons:
http://noichecredevamonellabpvi.com/wp-content/uploads/2018/08/2018_08_21_lettera_avv_Franco_Conte.pdf

con allegata la pagina Economia del Corriere della Sera – Veneto del 21 agosto 2018


Marattin (Camera dei deputati) due pesi e due misure nell’insostenibile coerenza dell’essere

Ecco la dimostrazione palese di come un rappresentante del parlamento di sponda PD si preoccupa degli azionisti della società Autostrade S.p.a. (i Benetton) possessori di azioni di capitale di rischio borsistico… Lo stesso partito che ha azzerato centinaia di migliaia di risparmiatori di società cooperative (LE FAMOSE BANCHE POPOLARI Venete per esempio). Chiediamo a questo onorevole coerenza per tutti… o dimissioni immediate !


Fino in “fondo”

Mentre molte associazioni amiche del passato regime continuano a sostenere il fondo Baretta come unica soluzione al disagio creato dalle banche venete – Fondo che ribadiamo non risolve nulla e, per capirlo, basta leggere la Legge che lo ha creato – … “Noi che credevamo…”, l’associazione più numerosa di piccoli azionisti banche venete, ha raccolto e inoltrato 1000 atti di costituzione in mora nei confronti di Consob dopo quelli inviati le settimane scorse nei confronti di Banca intesa.
Tutto questo a dimostrare che secondo noi, le strade da perseguire per avere giustizia per noi risparmiatori sono molte e devono essere percorse tutte!


Uno dei tanti articoli che inducono a credere che l’ACF sia risolutiva

https://newsicilia.it/cronaca/pensionato-vince-battaglia-legale-banca-costretta-al-risarcimento/342740

La vera notizia sarebbe se banca Intesa ottemperasse ai giudizi dell’ACF ai quali non è obbligata in nessun modo ad adeguarsi. Invitiamo tutti i media a non vendere false speranze a risparmiatori già spossati per la lunga battaglia.

Noi attendiamo, fiduciosi, novità dal Governo Conte, che ha promesso di superare il fondo Baretta e tutti i suoi limiti per una nuova misura di risarcimento che valga per tutti.

Inoltre riteniamo necessaria un’azione diretta contro Banca Intesa (a cui abbiamo già inviato 1000 messe in mora) e chiamare in giudizio i due enti responsabili del mancato controllo.


Oggi positivo incontro al MEF

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Incontro positivo oggi al MEF dove i sottosegretari, On. Bitonci e On. Villarosa, si sono dimostrati aperti ad ascoltare tutti, pur nel riserbo di verificare la rappresentatività di ognuna delle associazioni presenti, cosa che condividiamo pienamente. Nella sostanza la discussione sulla criticità del fondo Baretta sono state moltissime. Il fronte delle associazioni che chiedono una norma di risarcimento nuova e concreta si sta ampliando dal Veneto alla Toscana. Numerose le contraddizioni fra le poche associazioni rimaste favorevoli e fedeli al fondo PD-Baretta.
“Noi che credevamo…” esprime la propria soddisfazione perché molte associazioni stanno convergendo nell’idea che il fondo Baretta è nato male e che una nuova misura di risarcimento vera e reale sia l’unica risposta ai risparmiatori azzerati.


Messe in Mora a Banca Intesa

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Gli avvocati Andrea Filippini, Ternullo Francesco, Franco Rainaldi e altri, avendone ricevuto mandato da circa mille risparmiatori dell’Associazione Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza e in Veneto Banca, stanno in queste ore inviando a nome e per conto dei loro assistiti, a Intesa San Paolo, distinti atti di costituzione in mora ai fini dell’interruzione della prescrizione e quindi della conservazione dei loro diritti risarcitori.

Ciò serve ad evitare che i tempi ancora necessari alla raccolta della documentazione contenente gli elementi probatori necessari all’esperimento delle azioni giudiziarie e alla definizione e organizzazione delle azioni legali possano precludere il risarcimento.

Si ritiene infatti che il soggetto sopra esposto (banca intesa) possa essere chiamato in giudizio a rispondere dei danni subiti dagli azionisti e obbligazionisti della Banca Popolare di Vicenza.