INFORMIAMO

INFORMIAMO

Informiamo che il 4 feb 2017 la nostra associazione ha fatto un’assemblea generale che riguardava diversi temi:

  • situazione delle banche popolari
  • opportunità dei ristori
  • e, infine, situazione cause e scavalcati

Se non siete riusciti a partecipare o non avete capito gli argomenti trattati non importa. Potete con pazienza contattarci, ma non dite che non vi abbiamo informato.

Evidenziamo inoltre a tutti gli associati, che la nostra associazione è composta da soli azionisti, direttivo compreso e che sono tutti volontari. Chi vuole trattamento ad-personam, lungo e approfondito tutti i giorni, consigliamo si rivolga direttamente a uno studio di avvocati.


E IO NON PAGO

Dopo aver vinto il ricorso all’Ombudsman Bancario e avere diritto ad un rimborso riferito alle azioni Banca Popolare di Vicenza da liquidare entro 30 giorni, apprendiamo, sempre più stupiti dal nostro associato che la banca a distanza di più di due mesi, non lo ha ancora ristorato.

Un altro socio che siamo costretti ad assistere in una causa praticamente già vinta nel pieno e completo silenzio da parte delle Istituzioni deputate a far rispettare le regole.
Firmato: Associazione “Noi che credevamo nella BPVI”


La banca fa i conti senza l’oste

La banca fa i conti senza l’oste

Dopo l’ammissione di colpa di un comportamento poco trasparente nella gestione degli istituti dimostrato dalla volontà di rimborsare i soci risparmiatori, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca fanno i conti senza l’oste spacciando un’operazione commerciale, come quella proposta in questi giorni dei ristori, per una responsabile azione sociale di riscatto.

L’operazione messa in campo
per noi è ingiusta e iniqua.

I piccoli-medio risparmiatori che hanno creduto nei due istituti veneti affidandogli soldi veri, rivogliono soldi veri senza se e senza ma. Troppi i vincoli e le procedure per un rimborso gridato ma, realmente, non voluto. La miseria la lasciamo ai miseri.

Noi dell’associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza e in Veneto Banca”, continuiamo in maniera sempre più convinta e tenace la nostra lotta.

Abbiamo aspettato di avere dati certi e l’incontro di oggi con i vertici di BPVI prima di esprimere il nostro parere.

Non vogliamo l’elemosina da chi ha stuprato il nostro territorio, ha abusato della nostra fiducia e ci ha sottratto i nostri risparmi.


Cordiale incontro

Cordiale incontro tra e i responsabili l’Associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza” e il nuovo Presidente BPVi, dr. Gianni Mion.

L’incontro si è svolto in un’atmosfera di confronto con l’Associazione che ha fatto alcune richieste tra cui quella di vedere le carte della delibera dell’azione di responsabilità della prossima assemblea del 13/12/2016 e di aver la possibilità di avere un proprio avvocato al tavolo dell’azione di responsabilità stessa.


C’eravamo tanto amati

All’alba dell’8 dicembre, una vecchia coppia bancaria-italiana preanuncia la rottura da noi sempre sperata. Preghiamo tutte le autorità competenti di rimanere con le orecchie aperte. Noi lo faremo augurandovi un lungo e litigato divorzio !

http://www.vvox.it/2016/12/08/sorato-a-zonin-puerile-scaricabarile

http://www.vvox.it/2016/12/07/zonin-risponde-responsabili-crac-bpvi-crisi-europa-e-manager/

 


VINCE IL NO E IORIO SI DIMETTE. Amen.

All’alba del giorno della vittoria del NO l’A.D. di Popolare di Vicenza, Iorio-Schettino si dimette.

“Strana coicidenza”! L’uomo che, arrivato alla dirigenza di Popolare di Vicenza nel 2015 favoleggiava di un 2016 di rilancio e di nuovi utili annunciando un piano industriale di rinnovamento grazie alla SPA e di nuova valorizzazione e solo 500 esuberi del personale tra margherite e cavalli bianchi.

Lo Schettino di Popolare di Vicenza: la Banca sta affondando come è affondata la Costa Concordia, ma lui nega l’evidenza. Caro Iorio ci dispiace. La favola è finita. Non ci abbiamo mai creduto e ora non ci crede neanche Lei.


Vidor

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STANCHI DI AVERE RAGIONE E DI RIMANERE INASCOLTATI

CassandraStanchi di avere nuovamente ragione, ci chiediamo quando questa cieca gestione che ci ha portati esattamente laddove noi non volevamo arrivare, prenderà atto della reale situazione dell’istituto, cercando le soluzioni più guste e meno convenienti, ma necessarie a risolvere quello che oggi si pronostica come una catastrofe.

Tutto quello che l’istituto ha annunciato in questi giorni, dal negativo in bilancio, al taglio del personale, era già stato da noi da tempo segnalato. Un intervento tempestivo avrebbe evitato la gravissima situazione attuale.

Abbiamo proposto, come tutti sanno, anche nelle assemblee, soluzioni alternative.

Siamo stanchi di avere ragione.
Siamo stanchi di rimanere inascoltati.


De Rerum Novarum

Apprendiamo in queste ore, con rinnovato ottimismo, che la Procura di Roma sta chiudendo il cerchio intorno ai soggetti deputati alla malagestione di una delle “banche venete“.

Riteniamo indispensabile un segnale vero da tutte le Procure che stanno indagando sulle questioni “banche venete“. E’ doveroso nei confronti di 200.000 risparmiatori traditi affinché tutto il movimento di sdegno e la voglia di giustizia non si trasformino in un ennesimo nulla di fatto.

Vogliamo giustizia, rivogliamo i nostri risparmi e la nostra dignità.