I Boschi e le Popolari Venete

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I Boschi e le Popolari Venete

Una nuova notizia scuote il mondo marcio delle banche italiane. Veneto Banca concedeva fidi ad azionisti “amici” compiacenti per acquistare azioni nientepopodimeno che di Banca Etruria. Tutto questo alle spalle e con i soldi dei piccoli risparmiatori. Ora ci chiediamo quanto ci sia costata la famiglia Boschi in termini di capitale bruciato non solo dentro Banca Etruria ma, a questo punto, anche dentro le Banche Venete. Significativa che anche questa volta un notizia così sconvolgente non sia emersa dalle indagini della Commissione Banche ma da altre fonti non Istituzionali.
Ribadiamo ancora una volta l’inutilità, a questo punto, di questa Commissione che, di fatto, non investiga, ma serve solo a create pettegolezzi.
La vicenda che ora emerge insieme con quella dei conti correnti dei servizi segreti in Popolare di Vicenza, rafforza il dubbio sulla vera volontà della politica a far chiarezza su queste situazioni e sui suoi intrecci, sempre più legati ad apparati dello Stato e della politica stessa.


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100 milioni di Intesa, ennesima elemosina del sistema

A più di 2 anni dall’inizio del nostro dramma…oggi Banca Intesa, il cannibale che ci ha fagocitati ad un euro, propone un altra elemosina, forse, per lavarsi la coscienza.
Ennesima conferma dell’ingiustizia che la politica ha partorito con il decreto del 25 giugno.
Le associazioni filogovernative cantano vittoria chiedendo briciole di garanzia…per pochi privilegiati … al Governo.
Noi dell’associazione “Noi che credevamo nella BPVI” e in Veneto Banca, continuamo a ribadire che tutti i risparmiatori sono vittime e, se rimborso deve esserci … ci sia per tutti. La nostra lotta continua. Sempre più decisi.


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AVVISO AGLI ASSOCIATI

Avviso ai soci del 25 luglio 2017
INSINUAZIONE AL PASSIVO

Com’è noto, con il Decreto Legge n. 99 del 25 giugno 2017 il Consiglio dei Ministri ha dettato norme e regole sulla liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Anche se ad oggi non risultano ancora pubblicati in Gazzetta Ufficiale, sembrano essere stati emanati, lo stesso giorno 25 giugno 2017, i decreti attuativi del Ministro dell’Economia e delle Finanza con i quali le due banche venete sono state ufficialmente poste in liquidazione coatta amministrativa e sono stati nominati i Commissari Liquidatori.

A parte la dubbia costituzionalità (sotto vari profili) del decreto legge, ciò che preoccupa maggiormente in questo momento sono le conseguenze immediate del decreto per tutti i soci azionisti.

Il decreto ha previsto la cessione a Intesa San Paolo delle parti buone delle due banche (e cioè degli sportelli bancari, depositi, immobili etc.) ma Intesa San Paolo non si farà carico dei contenziosi in essere o futuri, con i soci azionisti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

I soci azionisti che volessero far valere le ragioni del loro credito, dovranno inviare apposita domanda di insinuazione al passivo della procedura di liquidazione ai Commissari Liquidatori entro il termine di 60 giorni a decorrere dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, dei decreti del Ministro dell’Economia che hanno ufficialmente posto in liquidazione le banche, ma che non risulta ad oggi ancora avvenuta. Ritienamo che il termine non abbia ancora iniziato a decorrere, e quindi che la data ultima per noi non sia il 24 agosto 2017.

La nostra associazione è a disposizione per coadiuvare gli associati nella redazione ed invio della domanda.

Quanto all’esito di queste domande di insinuazione, difficilmente saranno accolte dal Commissario Liquidatore perché si fondano sul riconoscimento del diritto del socio azionista al risarcimento del danno, alla risoluzione del contratto o alla restituzione delle somme per nullità dell’operazione. A quel punto, al socio azionista escluso dal passivo della liquidazione coatta amministrativa non resta che far causa in Tribunale, sopportandone tutti i costi, i tempi (considerando i tre gradi eventuali di giudizio) e i rischi di soccombenza, con conseguente pagamento delle spese processuali anche alla controparte.

Per chi avesse acquistato azioni (od obbligazioni convertite dalla banca in azioni) a fronte del ricevimento di un prestito o mutuo (le cosiddette operazioni “baciate”), la domanda di ammissione al passivo dovrebbe essere presentata per far valere la nullità dell’operazione con relativa richiesta di compensazione fra quanto ricevuto e quanto versato. Vi è però il rischio che il debito del socio per il prestito o mutuo erogato venga acquisito da Intesa San Paolo mentre il credito del socio per l’acquisto delle azioni (o obbligazioni convertite in azioni) debba essere fatto valere nei confronti della liquidazione coatta amministrativa (sono 2 soggetti diversi). Conviene quindi, per questi soci azionisti, presentare senz’altro la domanda di insinuazione al passivo, informando nel contempo Intesa San Paolo che il debito verso la banca per il finanziamento ricevuto per l’acquisto delle azioni non sarà pagato perché il relativo rapporto è nullo. Vista la complessità della materia, consigliamo ai soci azionisti che fossero in questa condizione di contattarci per scrivere correttamente la lettera da inviare ad Intesa San Paolo.

La nostra associazione è intenzionata inoltre ad intraprendere azioni di risarcimento nei confronti di Banca d’Italia, Consob e società di revisione KPMG, contro le quali intende presentare esposti e denunce per le eventuali omissioni o per concorso nei reati commessi dagli organi amministrativi delle banche, e che ne hanno procurato il dissesto finanziario odierno.

Tutto questo verrà AMPIAMENTE E DETTAGLIATAMENTE spiegato a tutti nel corso delle riunioni che organizzeremo a settembre, riunioni che precisiamo, saranno IMPORTANTISSIME per definire il lavoro del gruppo di legali che ci seguono. In queste riunioni raccoglieremo i mandati a procedere per i nostri avvocati.

Inoltre, i tempi molto stretti di azione, ci costringono nostro malgrado alle seguenti considerazioni:

  1. chi non parteciperà alle riunioni (previste massimo 2 riunioni per ogni singolo gruppo) non potrà poi più essere rappresentato in sede giudiziaria dai nostri legali.
  2. gli uffici saranno chiusi al pubblico e non riceveremo quindi altri mandati dai ritardatari.

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Prendetevi un minuto e guardate

VI CHIEDO SOLO LA CORTESIA DI UN MINUTO… QUESTO VIDEO RACCONTA LA STORIA NOSTRA…. DELLA NOSTRA GENTE…. QUELLI IN PIAZZA PROTREBBERO ESSERE I NOSTRI GENITORI…ZII… NONNI… QUELLO PER CHE CERCANO DI DIFENDERE SONO LA LORO DIGNITÀ E I LORO RISPARMI…. E IL NOSTRO FUTURO….. GUARDATEVI DENTRO UN MINUTO E FATE GIRARE.. GRAZIE.
Luigi Ugone


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Riunione in piazza del 30/06/2017

Riunione in piazza
PER Risparmiatori, dipendenti BPVI E Veneto Banca e per chiunque abbia un conto corrente

CRIMINE BANCHE POPOLARI
Cosa sta succedendo veramente e cosa possiamo fare.

per stampa in proprio
_2017_06_30_volantino_piazza_signori_150dpi.pdf


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A TUTTI I SOCI di Popolare di Vicenza e Veneto Banca

A TUTTI I SOCI di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca vogliamo ricordare che l’unica strada che resta, per recuperare il maltolto a chi non ha accettato la transazione, è far valutare la propria posizione e, ove possibile, fare causa alla banca. Potete farlo con avvocati di vostra fiducia o rivolgendovi all’associazione.


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Secondo comunicato richiesta danni Popolare di Vicenza-Zonin

Orgogliosi di essere copiati e seguiti nei comunicati anche da altre associazioni ci spingiamo oltre.

I quasi 2 miliardi di richiesta danni ai vecchi amministratori sono un’inezia se consideriamo solo il danno di immagine che ha portato la banca a perdere oltre 8 milardi di raccolta. Sono un’enormità, invece, rispetto ai rimborsi a 9euro offerti ai soci per un totale di soli 600 milioni. La banca chiede molto di più di ciò che offre ai suoi soci a cui invece offre solo le briciole.


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INFORMIAMO

Informiamo che il 4 feb 2017 la nostra associazione ha fatto un’assemblea generale che riguardava diversi temi:

  • situazione delle banche popolari
  • opportunità dei ristori
  • e, infine, situazione cause e scavalcati

Se non siete riusciti a partecipare o non avete capito gli argomenti trattati non importa. Potete con pazienza contattarci, ma non dite che non vi abbiamo informato.

Evidenziamo inoltre a tutti gli associati, che la nostra associazione è composta da soli azionisti, direttivo compreso e che sono tutti volontari. Chi vuole trattamento ad-personam, lungo e approfondito tutti i giorni, consigliamo si rivolga direttamente a uno studio di avvocati.