Una previsione concreta

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Una previsione concreta

Un’associazione di veggenti si spinge a prevedere il futuro.

Siamo sicuri che la Banca chiuderà le transazioni anche se non raggiungerà il famigerato 80% che continua a sbandierare per tutta Italia e in tutti i giornali compiacenti. Poi vi spiegheremo perché.

Firmato: “Noi che credevamo nella BpVI” (e anche in Veneto Banca).


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La banca fa i conti senza l’oste

La banca fa i conti senza l’oste

Dopo l’ammissione di colpa di un comportamento poco trasparente nella gestione degli istituti dimostrato dalla volontà di rimborsare i soci risparmiatori, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca fanno i conti senza l’oste spacciando un’operazione commerciale, come quella proposta in questi giorni dei ristori, per una responsabile azione sociale di riscatto.

L’operazione messa in campo
per noi è ingiusta e iniqua.

I piccoli-medio risparmiatori che hanno creduto nei due istituti veneti affidandogli soldi veri, rivogliono soldi veri senza se e senza ma. Troppi i vincoli e le procedure per un rimborso gridato ma, realmente, non voluto. La miseria la lasciamo ai miseri.

Noi dell’associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza e in Veneto Banca”, continuiamo in maniera sempre più convinta e tenace la nostra lotta.

Abbiamo aspettato di avere dati certi e l’incontro di oggi con i vertici di BPVI prima di esprimere il nostro parere.

Non vogliamo l’elemosina da chi ha stuprato il nostro territorio, ha abusato della nostra fiducia e ci ha sottratto i nostri risparmi.


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Vidor

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Vicenza

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Prima della fusione, chiarezza e giustizia per i piccoli soci

Assolutamente favorevoli a tutte le operazioni di rafforzamento degli istituti Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Assolutamente, invece, contrari, a tutte quelle operazioni che possono mischiare le carte o gettare fumo su una situazione già complicata.

In considerazione delle decisioni di “fusione” che stanno per prendere i dirigenti delle popolari venete e Atlante, trova ancora più senso la nostra idea di unire i medio-piccoli azionisti di Veneto Banca e di Popolare di Vicenza per pesare di più, per riavere i nostri soldi e la nostra dignità.

E prima dell’ennesima operazione, vogliamo chiarezza e giustizia, unici ingredienti per ricreare fiducia, contenere ulteriori perdite e licenziamenti. Sarà sufficiente fondere assieme due vecchie navi per realizzare un solido transatlantico?


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Noi che credevamo a Veneto Banca

L’Associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza“, la più numerosa associazione di azionisti dell’istituto berico, parteciperà con un suo delegato all’assemblea di Veneto Banca dell’8 agosto 2016 in rappresentanza e tutela anche delle decine di soci di Veneto Banca che rappresenta non sottovalutando il fatto che i destini dei due istituti sono inevitabilmente incrociati. Atlante, infatti, è padrone unico e indiscusso di entrambi gli istituti che ha acquisito ad un prezzo vergognoso e imbarazzante.

Sottolineiamo la necessità ineluttabile da parte del padrone di un segnale forte e inequivocabile come l’azione di responsabilità per entrambi gli istituti che coinvolga, nella sua pianificazione, anche i medio-piccoli azionisti finora relegati al ruolo di vittime di un progetto speculativo che va a discapito del risparmio e del territorio.


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De Rerum Novarum

Apprendiamo in queste ore, con rinnovato ottimismo, che la Procura di Roma sta chiudendo il cerchio intorno ai soggetti deputati alla malagestione di una delle “banche venete“.

Riteniamo indispensabile un segnale vero da tutte le Procure che stanno indagando sulle questioni “banche venete“. E’ doveroso nei confronti di 200.000 risparmiatori traditi affinché tutto il movimento di sdegno e la voglia di giustizia non si trasformino in un ennesimo nulla di fatto.

Vogliamo giustizia, rivogliamo i nostri risparmi e la nostra dignità.


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23 gen 2016: Convegno a Bologna con il dr. Lugano e avv. Pecchioli

2016_01_23_Incontro_Bologna_onlineOrganizzato con il supporto e partecipazione di 4 associazioni/coordinamenti diversi, rispettivamente:

Associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”

Associazione “Azionisti Associati Banca Popolare di Vicenza”

Coordinamento “Associazioni Banche Popolari Venete (Don Torta)”

Associazione “VITTIME DEL SALVA-BANCHE”

presso Zanhotel, Via Saliceto, 8, 40010 Bentivoglio BO –Telefono:051 865 8911

è un appuntamento da non perdere per chi vuole informarsi seriamente sulla situazione delle Banche Popolari, sui fatti che vi sono dietro a tante parole, su cosa è veramente successo e specialmente su cosa succederà e sulle molteplici prospettive che vi sono oltre all’unica via d’uscita prospettata da Consigli di Amministrazione (C.d.A) che hanno portato le Banche nella situazione in cui sono, interessati solo a coprire il danno e a far cambiare pagina a scapito di migliaia di piccoli azionisti.

L’evento è ad entrata gratuita ma con registrazione obbligatoria di chi non si è ancora prenotato e subordinata alla capienza della sala.

Per informazioni: Daniele Marangoni 392 111 2041

Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza ha allestito un pulman che parte dal parcheggio grande di VI-EST (quello che si vede a sinistra quando si esce dall’autostrada e che si può raggiungere facendo il giro della rotonda e ritornando verso l’autostrada) con ritrovo alle 07:30 e partenza alle 07:45.

Il ritorno è previsto alla fine del convegno (13:00 circa). Il costo soci è di 5€. Il costo per i non soci di “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza” è di 10€.

Per info e per prenotazioni contatta sempre Daniele Marangoni 392 111 2041 che si occupa dell’organizzazione logistica


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NO SPA

Carissimi, buona giornata a tutti.

La nostra Associazione, “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”, nasce per tutelare il potere degli azionisti all’interno della Banca, sicuri, come dimostrato da vicende analoghe (Banca Etruria, Veneto Banca ecc.) che, allo stato dei Piano Industriale attuale, la trasformazione in Società per Azioni porterà all’annullamento del potere del singolo socio, alla diminuzione tragica e inevitabile del valore delle azioni che, illiquide, saranno praticamente azzerate nel valore.

Per questo motivo, la nostra scelta di votare #NOSPA per affermare, come da Statuto e spirito di una Banca Popolare, il valore del territorio e dei suoi azionisti.

Una scelta che apre molte possibilità, una scelta che valorizza il territorio, la sua storia, le sue persone.